Le parole dell’On.do Rettore in occasione dell’apertura dell’anno contradaiolo

Eccellenza,

le porgo il saluto dei Priori e dei Popoli delle Contrade di Siena, riuniti in Cattedrale per celebrare nel giorno della festa di Sant’Ansano l’apertura dell’anno contradaiolo e per rinnovare, insieme alle autorità cittadine e ai rappresentanti delle istituzioni, la devozione alla Vergine Maria, Protettrice della nostra comunità civica, Madre di grazia e di Misericordia.

Questa festa vede l’incontro armonioso tra fede e laicità: il percorso che dalla piazza ci ha condotti in Duomo accompagnati dal suono dei nostri tamburi e dai colori delle nostre bandiere, così come il rito solenne che stiamo per celebrare insieme ai nostri correttori, è la rappresentazione ideale di una concezione millenaria della vita e della società che hanno il loro asse nel tempio e nel palazzo, una concezione che riconosce l’autonomia delle rispettive sfere di azione ma sottolinea anche la necessaria condivisione di profonda moralità e senso civico. In un tempo liquido e frivolo come quello attuale, che fatica a riconoscere ogni autorità e che tende a rifiutare ogni appartenenza in nome di un individualismo esasperato e di logiche troppo spesso egoistiche, le nostre Contrade sono un bene prezioso, una possibile stella polare cui affidarsi. Perché i nostri popoli spontaneamente aderiscono ad un rigoroso sistema di credenze, di comportamenti, di riti, sacri e profani, che consentono loro il rispetto reciproco e che garantiscono la continuità e la sintesi fra passato, presente e futuro.

Il senso di appartenenza e di responsabilità, la fedeltà alle proprie radici, la vocazione al sociale, l’orgoglio di essere senesi, i sentimenti sinceri dei contradaioli, fanno della tradizione un principio vitale: non il ricordo consolatorio di un tempo che fu, ma il seme fecondo per costruire giorni migliori. Oggi si apre un anno nuovo: la doverosa riflessione sulle esperienze vissute non deve perciò essere offuscata dal rimpianto per ciò che è andato perduto, per distrazione o scelte improvvide; dalla consapevolezza lucida di ciò che è stato deve piuttosto trarre una prospettiva. Nella certezza che le nostre Contrade, custodi secolari dei valori fondanti di questa comunità civica e della bellezza di questa città, continueranno ad essere interlocutrici attente e propositive per le istituzioni, l’augurio che a nome dei Priori rivolgo a tutti noi è che lo sguardo benevolo della Vergine ci guidi verso la saggezza, ci doni l’intelligenza e la lungimiranza che ci permettano di indicare alle generazioni future un nuovo orizzonte.

 Il Magistrato delle Contrade

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