Il progetto “IN CONTRADA”

immagine-generica

Nelle note che seguono ci sono gli elementi per valutare nella sua reale portata che cosa è il progetto “IN CONTRADA”.
Mi auguro che si ponga fine alla sequela di inesattezze, banalità e provocazioni strumentali esposte fino ad oggi senza per altro che NESSUNO o quasi, fra coloro che hanno scritto e detto si sia degnato di un confronto con il sottoscritto che attualmente rappresenta il Magistrato delle Contrade e che avrebbe potuto chiarire i termini del progetto. Particolarmente deludente il comportamento di esponenti politici che avrebbero potuto e dovuto, a maggior ragione per il proprio ruolo,  cercare un confronto con il sottoscritto prima di esternare sui social network . E’ evidente in questo caso l’uso a fini propagandistici dei proclami. Nelle Contrade fortunatamente siamo abituati ad un confronto diretto e verbale nel quale è possibile comunque capirsi e concordare linee di azione, pur in disaccordo. Mi riferisco infine ai contradaioli:  cercate un confronto diretto con i vostri dirigenti almeno che non abbiate bisogno di visibilità e di trovare consensi.
Lasciate questo modo di agire ai professionisti della politica. Sono loro e non gli uomini e le donne di contrada che hanno bisogno di applausi.

COME NASCE
Il progetto nasce da una sollecitazione del Comune a realizzare qualcosa insieme alle Contrade nel periodo natalizio, ma nasce anche dal crescente interesse che si sta sviluppando sui musei di Contrada che, con buon successo e partecipazione, già in un paio di occasioni sono stati aperti collettivamente: per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia nel 2011, e per il 2 giugno scorso, festa delle Repubblica.
Oltre a queste due iniziative collettive è noto che tutte le Contrade aprono individualmente i propri musei sia gratuitamente che accettando forme di contributo più o meno volontario. E qui già cade un dogma, quello della gratuità dei musei, dello scandalo nel chiedere un importo. E ne cade un altro, quello del convocare le assemblee per decidere la partecipazione ad un progetto che prevede l’apertura del museo (per tre ore).
Non mi risulta che per ogni visita del museo nelle Contrade si faccia l’assemblea, voglio sperare che un progetto di così lieve entità sia nell’autonomia del Priore.
Tornando alle premesse del progetto, in Magistrato ci siamo posti il problema di come fosse possibile valorizzare i nostri patrimoni senza mettere a repentaglio le nostre tradizioni e consuetudini, al fine di assicurare un gettito economico che consenta alle contrade la cura e la manutenzione nel tempo del loro patrimonio.
Un ulteriore aspetto è stata la volontà di capire come le Contrade potrebbero nel futuro interagire con Il Comune nella creazione di un “ipotetico” Museo del palio”. Un piccolo esperimento, anche per gestire meglio il nostro futuro

IL PROGETTO
Se la sollecitazione è stata del Comune il progetto è stato definito dal Magistrato, inserendo nel percorso di visita la parte relativa al territorio, chiedendo a questo proposito una formazione specifica della/e guide che accompagneranno i visitatori da parte delle Contrade prima della visita ai territori e chiedendo che le visite all’interno del museo siano fatte da persone di Contrada. E’ chiaro che il progetto è rivolto prevalentemente a visitatori non senesi. Il residente, il senese, il protettore può andare quando vuole a visitare il museo e senza pagare. Inoltre conosce più o meno il territorio e sa cosa è una contrada. Il non senese invece conosce prevalentemente il Palio.
Con questo progetto e valorizzando il territorio e tutto ciò che una contrada fa per il proprio territorio noi diamo valore alla quotidianità della Contrada, a ciò che in effetti ci preme di più rappresentare e che è più difficile da rappresentare. Sta quindi alla capacità di ogni contrada spingere su questo aspetto, tenendo sempre ben presente che già i nostri musei e gli oratori, contrariamente ai musei tradizionali, sono realtà vive e in essi si svolge molta della nostra vita.
La finalità del progetto è di evidenziare l’entità Contrada rispetto all’evento palio che è già fin troppo noto.

OPERA CIVITA
Gran parte del clamore sollevato è collegato alla scelta di utilizzare questa società che fra l’altro già svolge un simile servizio per il Comune di Siena partner del magistrato nel progetto Ma chi altri poteva rappresentare con diffusione nazionale questo progetto? C’erano altre organizzazioni a Siena che potessero, con la stessa efficienza dimostrata per i pavimenti o i soffitti del duomo o le stanze segrete del comune, avere la stessa capacità comunicazionale ed organizzativa? Ricordo inoltre che il Magistrato non è obbligato a fare bandi di assegnazione ma è tenuto ad operare bene, efficacemente. Non entro nel merito dell’analisi di questa società e del suo operare a Siena. Mi viene solo da ridere quando pensando a ciò che è capitato al Monte dei Paschi, mi sento dire che dietro a questa società ci sono i poteri forti o che i fiorentini stanno appropriandosi della cultura dei senesi . “Senesi e Fiorentini”: forse sarebbe il caso di aprire gli occhi e ricordare che Monteaperti c’è stata un po’ di anni fa e fra l’altro, anche in quell’occasione, abbiamo vinto una battaglia ma perso una guerra.
Il compenso di questa società è giustificato dal fatto che essa paga le guide senesi e che si occupa della comunicazione, pubblicizzazione e bigliettazione dell’evento, comunicazione che avviene su scala nazionale.
E’ evidente che non è una operazione a fini di lucro né per il Comune, né per le Contrade, né per Opera.
E’ offensivo inoltre pensare di associare la presenza di questa società al recente ruolo cittadino di un Priore.
Posso garantire personalmente che fra i due eventi non c’è nessuna relazione.

Disponibile ad un confronto con chiunque lo desideri.

Il Rettore del Magistrato
Fabio Pacciani

pdfQui è possibile scaricare il progetto “In Contrada”.

Comments are closed.